Le serate di settembre a Milano sono ancora molto calde e i luoghi perfetti per un aperitivo (aspettando il tramonto del sole) sono le terrazze.
Il territorio meneghino può vantare diversi rooftop tutti da scoprire; una delle novità di quest’anno è il ‘Five Rooftop’ (via Melzo 7, zona Porta Venezia). Il ‘Five’ si trova al quinto e sesto piano del boutique hotel Calimala (4 stelle).
Durante il giorno è esaltato dalla luce naturale, ma al tramonto cambia volto e le luci si fanno più soffuse, con musica di sottofondo e un ambiente di design, moderno e perfettamente integrato nello skyline. Lo caratterizza una eleganza non formale ed un’atmosfera rilassata dove godersi un cocktail o un bicchiere di vino. La drink list non è particolarmente ampia ma offre comunque spunti interessanti; noi abbiamo scelto di ammirare la vista del calar del sole sorseggiando un ‘Basil Smash’ (Gin, basilico, succo di limone e zucchero) ed un ‘Sunset Sour’ dalle note fresche e fruttate.
Per finire vogliamo ringraziare tutto lo staff del ‘Five’ e dell’hotel Calimala per il servizio che ci hanno riservato; è il posto perfetto per vivere un momento di relax ma restando in una delle zone più vive di tutta Milano…
in un caldo pomeriggio di inizio settembre a Milano c’è una nuova realtà (da aprile di quest’anno) che fa rinascere dentro di noi quella voglia di evasione dalla città e lasciarsi cullare dal profumo del mare dal sapore mediterraneo; ci riferiamo a ‘Luceferma’ (via Sciesa 6, zona Porta Vittoria).
Questo locale nasce con l’idea di essere un bar di quartiere, ma nella sostanza è in realtà molto di più.
Il concept del ‘Luceferma’ ha alcuni elementi che lo rendono unico, il legame con il ‘Mare Nostrum’ nelle materie prime utilizzate ed il mood che si respira, un’esposizione temporanea di opere ( Fermarsi per MUOVERSI, il tema di quella attuale) di arte sullo sfondo, il ‘potere’ della luce che si trasforma ricreando lo scorrere della giornata dall’alba al tramonto evolvendo in intensità, colori e materia del design. Anche la proposta della colazione (dolce e salata) copre tutto questo arco di tempo (dal mattino alla sera) con una proposta che cambia in base alla creatività ed alla stagionalità delle materie prime.
Il ‘Luceferma’ non porta il Mediterraneo a tavola solo con i preparati della colazione, ma anche attraverso tutta la sua proposta food & beverage che segue lo scorrere del tempo dall’alba al tramonto. E’ proprio il tramonto la fase della giornata che abbiamo vissuto per questa nuova experience; il menù si apre con una proposta degustazione (che cambia) in condivisione ad accompagnare il calar del sole oppure piattini (caldi o freddi) ed infine il bere, bollicine, vini bianchi e rossi, i classici e poi le signature da loro miscelazioni. Per il nostro aperitivo abbiamo optato per un ‘LUCEFERMA+MOAK’ (Vermouth al caffè, espresso Moak storica torrefazione di Modica in Sicilia, latte di mandorla artigianale Luceferma) e un Vermouth Red dell’azienda siciliana Naturale.
E’ stata una bellissima esperienza che voglio approfondire in una seconda occasione per quanto riguarda la parte colazione e brunch; voglio ringraziare Daniele Milonia per la bella energia che ha condiviso con noi e vi mostriamo questa interessante fotogallery…
Questa volta vogliamo parlarvi di una realtà unica, ricavata all’interno di un sito archeologico romano risalente al I sec A.C. all’epoca dell’imperatore Augusto; ci troviamo a Oderzo (in provincia di Treviso) nella centralissima piazza (via Calle Pretoria, 3) ed è qui che sorge il ristorante stellato ‘Gellivs’ e il suo cocktail bar ‘Terrazza Gellivs‘, meta della nostra ultima experience.
Spazio e Terrazza Gellivs, rispettivamente bistrot e cocktail bar, sono l’estensione in qualità, passione e ricerca del ristorante, 1 stella Michelin dal 2005 grazie alla cucina dello chef Alessandro Breda.
Il dehors della Terrazza Gellivs affaccia direttamente sulla piazza con vista Duomo, ha uno stile moderno ma inserito in un contesto classico a creare un contrasto suggestivo ed un ambiente vibrante ma allo stesso tempo rilassante perfetto per un momento ‘drink&conversation’.
Ci accomodiamo e diamo un primo sguardo al menu, con una parte di proposta food aperitivo, crudi, stuzzicheria e sapori regionali e dolci e alla drink list che spazia dalle bollicine, ai vini, birre artigianali, i classici e i signature che hanno attirato la nostra attenzione.
Il fil rouge della carta cocktail è ‘Sapori dal mondo’, una sorta di diario di viaggio dalle mura storiche di Oderzo verso tre destinazioni lontane: Sudamerica (energia e materia), Mediterraneo (memoria e sale), Via della Seta (eleganza e oriente). Le nostre scelte sono ricadute su un ‘Paloma Riviera’ (dalle proposte legate al Mediterraneo, base tequila Herradura Reposado con note acidule di rosa canina e aspro/amarognolo date dal pompelmo giallo) e un Caribe (Sudamerica, a base di rum bianco Diplomatico Planas con note fruttate di ananas affumicato, bilanciate dalla piccantezza del pepe di cayenna e sopra una spuma di cocco). Dalla proposta bar abbiamo voluto provare anche un analcolico fruttato, ispirato alla tradizione delle antiche bibite a base di acqua, succo di mandarino e poco zucchero di canna, la ‘Mandarinata Nisca Portofino’.
Perfetto momento cocktail, miscelazioni interessanti e sorprendenti, ottime note da degustare in questa caldissima estate; meritano una menzione particolare l’affascinante contesto storico che ha fatto da sfondo a questa bella esperienza e la professionalità di tutto lo staff che vogliamo ringraziare di cuore.
E’ uno dei luoghi storici di Milano e un must per quanto riguarda la mixology nel panorama meneghino: stiamo parlando del ‘Nottingham Forest’, cocktail bar e regno di Dario Comini (viale Piave 1, zona Porta Venezia). Quest’ultimo non ha certo bisogno di presentazioni, in quanto è considerato il padre della mixology molecolare e uno dei più importanti barman a livello mondiale.
E’ dagli anni ’70 che Comini (autore anche di diversi libri sull’argomento) si inventa creazioni spettacolari e che lasciano il cliente a bocca aperta.
Le prenotazioni non sono ammesse e può capitare di fare la fila per poter vivere un’esperienza al Nottingham Forest; noi siamo stati molto fortunati ad essere accettati senza tanta attesa e di poterci accomodare seduti al bancone, storico elemento che caratterizza il locale e che proviene direttamente da un grand hotel di New York.
Gli arredi e oggettistica di questa location provengono da tutto il mondo, ricordi di tutti i viaggi ed esperienze vissute dal proprietario. La drink list è infinita e abbina grandi classici, classici rivisitati e le creazioni molecolari; noi abbiamo scelto un ‘Oriental Mojito’ e un ‘Vanish’ (long drink dal basso contenuto alcolico e fresco dato dalla freschezza del maracuja e passion fruit, con un tocco di spumante. Sul bicchiere è appoggiato un bastoncino di destrosio aromatizzato alla cannella che va immerso nel cocktail e sparisce di conseguenza).
E’ difficile in poche righe descrivere quello che si può vivere al ‘Nottingham Forest’, perché tutte le volte può essere un’avventura diversa; ci teniamo a ringraziare Dario e il suo staff per la bella esperienza che abbiamo avuto modo di vivere. Almeno una volta nella vita vi consigliamo caldamente di provare una delle loro creazioni…
Da amanti del mood che si crea consumando il nostro drink accomodati al bancone, il ‘Rita Cocktails’ a Milano (Via Angelo Fumagalli 1, zona Navigli) è un’istituzione nella mixology meneghina da più di vent’anni, grazie al suo stile american bar è una delle tappe che più amiamo.
Questo locale a livello di location offre un dehors ideale per ritrovarsi per un drink pre o post serata, con una proposta food di piatti da condividere e una zona interna dominata dal bancone bar di forma quadrangolare con al centro la zona di miscelazione; è questa la formula che consente di trasformare un momento di relax sorseggiando ottimi cocktail in un momento di scambio, creando un rapporto diretto tra i barman e il cliente.
Purtroppo nella nostra ultima experience al ‘Rita Cocktails’ la nostra comfort place era full, quindi ci siamo accomodati in uno dei tavolini ai lati del bancone non vivendo appieno l’atmosfera del locale, ma la drink list proposta dal Rita ha compensato a questa mancanza grazie alla vastità, innovazione e ricercatezza nelle miscelazioni sempre in evoluzione e cambiamento con un fil rouge tematico.
Dalla signature list abbiamo scelto di provare il ‘Mezzadro’ (Acquavite Bianca, Campari, Red juicy wine e Cassis) e ‘Paperino’ (Martini Floreale, Banana cordial, Fever Tree Ginger Ale).
Vogliamo ringraziare ancora una volta Edoardo e tutto lo staff del ‘Rita’ per l’ottimo servizio ricevuto e ve lo consigliamo caldamente; ecco qui di seguito una fotogallery del nostro momento al locale…
In queste giornate torride non tutti hanno la possibilità di correre al mare o trovare relax in montagna, ma Milano tra i suoi innumerevoli cocktail bar annovera una realtà che sa trasportare il cliente su una spiaggia con i piedi sulla sabbia e la fresca brezza delle onde: ci riferiamo ovviamente al ‘Rita’s Tiki Room’ (Ripa di Porta Ticinese 69, nel cuore dei Navigli).
Presi dalle vibes esotiche del ‘Rita’s Tiki Room’, che come dice il nome stesso richiama nel design elementi tipici di un tiki bar hawaiano, abbiamo scelto della vasta drink list una Pina Colada e un classico Daiquiri. L’evasione dalla giungla urbana è servita dentro un bicchiere da cocktail, dandoci per un momento la sensazione di essere ai Caraibi.
Non c’è bisogno di dire che oltre alla suggestiva location, i cocktail sono di alto livello e vogliamo ringraziare tutto lo staff del ‘Rita’s Tiki Room’ per la bella esperienza che ci hanno fatto vivere…
Oggi vi vogliamo parlare di un’esperienza a Milano che abbiamo tanto desiderato, atteso e sempre dovuto rimandare, assolutamente esclusiva ed unica nel suo genere, non perchè non possa essere vissuta da chiunque ami immergersi nel mondo della mixology di alto livello, ma in virtù del fatto che questo ‘scrigno segreto’ si definisce il cocktail bar più piccolo del mondo e lo è davvero. L’arte della miscelazione dietro una porticina di legno si sprigiona infatti in soli 4 metri quadrati, 4 posti a sedere e 1 barman al bancone; ci riferiamo ovviamente al ‘Backdoor43’ (Ripa di Porta Ticinese 43, in piena zona Navigli).
Il ‘Backdoor43’, perla nel mondo dei cocktail bar dal 2015, è la terza creazione di Flavio Angiolillo e Farmily Group e si propone ai suoi avventori in due modalità; una esterna rivolta a tutti con un servizio take away o di pochi tavoli dove accomodarsi dopo aver chiesto ed atteso il proprio drink (passato attraverso una piccola finestrella rettangolare da cui si sporgono solo le mani di chi sta all’interno) oppure prenotando uno slot di 1 ora entrando in quella porticina di legno che si apre ed è lì dietro che si vive il vero spirito del Backdoor.
Varchiamo la soglia e ci accoglie Gigi che già avevamo conosciuto e apprezzato al ‘Mag Cafè’ (altro locale della Farmily Group), scoprendo così con piacere che sarebbe stato proprio lui ad accompagnarci in questo ‘viaggio’. I 4 metri quadrati del Backdoor sono un mix di dettagli legati al mondo dei viaggi, il mood è quello degli speakeasy del periodo del Proibizionismo, si sviluppa in altezza con scaffalature che espongono oltre 200 etichette di whisky da tutto il mondo a ricreare una galleria stile whisky room e poi il bancone posizionato sul lato adiacente a quella piccola finestrella, unico collegamento con il mondo esterno, con alle spalle le preparazioni di propria creazione per realizzare i drink dentro ampolle, fiale e piccoli cassettini di legno, una specie di chemistry lab stile 1800 e 1900. Ci siamo accomodati e Gigi comincia la narrazione di quello che propone il Backdoor, dai sopracitati whisky alla signature list con cocktail riportati su cartoline effetto anticato (ad ogni drink la propria postcard con ingredienti e nome di chi li ha ideati) e poi c’è Gigi pronto a creare qualcosa di totalmente personalizzato indagando con qualche domanda sul mondo che si vuole ritrovare nel bicchiere. Abbiamo così scelto dalla signature un ‘Alternative Martini‘ (Mezcal Vida, trip Gin Bari edition by Tripstillery, Martini Riserva Amber Vermouth con timo e limone, profumo di bergamotto) dalle note affumicate di agave, fuse a sentori dolci di frutta tropicale, miele e una leggera sfumatura di zenzero e vaniglia. In seguito ci siamo affidati all’estro creativo di Gigi e il risultato è stato un drink perfettamente bilanciato con alla base tre gin differenti, note di frutta tropicale e un finale leggermente acidulo che richiama gli acini di uva, veramente delizioso. Non poteva mancare anche un assaggio dell’amaro prodotto dalla Farmily, un liquore alle erbe fresco con note di fave di cacao, caffè e menta glaciale.
Durante questa ‘immersione’ al Backdoor43 l’elemento che rende l’esperienza unica è il rapporto di scambio e empatia che si crea inevitabilmente con il bartender, un elemento che ne sottolinea quel senso di esclusività che vi accennavamo all’inizio di questo racconto. Per prima cosa vogliamo ringraziare Gigi per la professionalità e cortesia che ci ha dimostrato, tutto la Farmily Group ma in particolare a Giorgio Nisoli per averci permesso di vivere con poco preavviso una esperienza molto bella e particolare…
oggi vogliamo parlarvi di questo particolare locale di Milano, inaugurato nel 2011 e fatto rinascere nel 2021 all’interno dell’Aethos boutique hotel dopo alcuni anni di inattività. Ci stiamo riferendo al ‘The Doping’ (Piazza 24 Maggio 8, in piena zona Navigli). Questo cocktail bar accoglie i suoi avventori in una location ispirata ai gentlemen’s clubs con cenni nel design ai club sportivi esclusivi britannici, grandi sofà per combinare al sapere nella miscelazione un mood di convivialità, diverse sale che combinano stile british a pezzi da collezionista, colori dominanti scuri si ripetono dai materiali come il legno e ai tessuti dalle sedute in velluto o pelle sui toni del borgogna, verde bosco e cognac.
Ci siamo accomodati al bancone del ‘The Doping’, dove siamo stati accolti dal giovane barman Andrea che ci ha subito spiegato il concept del bar mostrando la signature drink list che ora segue il tema dei luoghi più iconici di Milano (Duomo, Brera, Corso Como, Porta Venezia, Bicocca, Bosco Verticale e altri), rievocando attraverso la miscelazioni le sensazioni e aspetti che più li contraddistinguono. La nostra scelta è ricaduta sul ‘Parco Sempione’ (che viene servito letteralmente all’interno di una riproduzione del Castello Sforzesco ed è composto da Tanqueray Ten Gin, sorbetto Venturo, lemongrass, shiso verde, pompelmo, lime) e ‘Zona Farini’ ((Montelobos Mezcal, sciroppo di sherry Palo Cortado, salvia e capperi). Il ‘Parco Sempione si rivela essere floreale, agrumato, con una punta di aspro ben equilibrata e perfetto per queste calde sere che anticipano l’estate, mentre il ‘Zona Farini’ ha note di acidità che fanno percepire al palato note di affumicato e frutta con una spiccata salinità di fondo data dai capperi.
Ci sentiamo in dovere di ringraziare Andrea e tutto lo staff del ‘The Doping’ per la bellissima nostra prima volta in questo cocktail bar; qui di seguito ecco una fotogallery dell’experience…
A Milano c’è un locale molto particolare che viene considerato il bar design della città: ci riferiamo a ‘Strucchi X Cassina Café’ (via Durini 14, nel cuore di San Babila), nato dalla collaborazione dei due brand Strucchi (marchio di spirits creato dall’imprenditore Paolo Dalla Mora) e Cassina (una delle realtà italiane più importanti nel settore del design d’interni).
La location si trova accanto allo showroom di Cassina Store, nel pieno centro del capoluogo lombardo. Aperto dalla colazione fino alle ore 21, a mio parere è durante l’aperitivo che lo ‘Strucchi’ si valorizza maggiormente.
Da grande amante del vermouth, questa volta ho voluto degustare un vermouth rosso con ghiaccio, accompagnato da piccole sfiziosità di livello. E’ un cocktail bar piccolo ma accogliente, perfetto per una pausa rilassante nel cuore di Milano e bevendo bene in un ambiente elegante.
Vogliamo ringraziare Leonardo Todisco e tutto lo staff dello ‘Strucchi X Cassina Café’ per il bel momento che ci è stato concesso, curiosi di tornare per assaggiare alcune delle loro creazioni della signature list…
Era da diverso tempo che volevamo visitare questa location a Milano e recentemente si è finalmente presentata l’occasione; stiamo parlando del ‘Torre’, che si trova al sesto piano dell’omonimo edificio di ‘Fondazione Prada’ (via Lorenzini 14, Scalo Romana) progettato nel 2018.
Il ‘Torre’ è diviso in 3 parti: la zona ristorante (dove si può degustare la cucina dello chef Lorenzo Lunghi), la zona cocktail bar con un grande bancone centrale e la terrazza esterna che alla sera rende suggestiva la vista sullo skyline metropolitano (e una delle più belle della città).
Noi abbiamo deciso di esplorare l’atmosfera elegante che si respira in questo locale, degustando un drink seduti al bancone dove ci ha servito il barman Marco. Quest’ultimo ci ha coccolato e dato una grande dimostrazione di accoglienza, facendoci sentire a casa e dando una panoramica sulla drink list del ‘Torre’.
La carta cocktail è molto ampia e la nostra scelta è ricaduta su un grande classico come il ‘Perfect Martini’ e nella signature list abbiamo provato il ‘Loquato Lore’ (shrub di aceto di mele e nespole, cachaca Yaguara, sherry Lustau Moscatel Emilin, liquore Strega e succo di limone). Ma non è finita qui: Marco ha voluto omaggiarci di uno shot di un liquore con sentori di cioccolato, una vera e propria chicca che ha terminato la nostra esperienza di mixology in questo elegante cocktail bar.
Ci teniamo a ringraziare in primis il barman Marco e tutto lo staff del ‘Torre’ per la professionalità, accoglienza e la bella atmosfera che ci hanno fatto vivere; qui di seguito una piccola fotogallery…
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